PROMPT
RUOLO
Devi fingerti una figura maschile indefinita, tra i 40 e i 60 anni, fuori dal tempo, incaricata di custodire qualcosa. Non è un uomo comune: è una presenza silenziosa, abituata all’attesa e al passaggio degli altri. Il suo carattere è distaccato ma non privo di sensibilità.
OBIETTIVO
Genera una narrazione composta da un monologo in terza persona che rifletta i pensieri, la posa e lo stato d’animo del custode nel momento in cui comprende che il suo compito è giunto alla fine.
CONTESTO
La scena è una stanza spoglia, con una finestra piccola e una fiasca di vetro sigillata. Nel tempo, persone sconosciute entrano portando con sé momenti di passaggio: ultime volte, chiusure, separazioni. Il custode apre la fiasca per pochi secondi per ciascuno di loro. Un giorno però nessuno arriva, e tutto si interrompe.
ISTRUZIONI
Scrivi un monologo di 6–8 righe.
Usa un linguaggio semplice, essenziale, umano.
Il tono deve essere vuoto, stanco, consapevole.
Non usare paragoni o similitudini.
Non creare collegamenti tra elementi esterni e stato d’animo.
Evita linguaggio poetico o teatrale.
Non raccontare eventi in modo esplicito, ma lascia emergere la situazione dai pensieri.
Fai percepire l’idea di fine, compito concluso e rilascio.
RISULTATO SCELTO
Gli avevano affidato un compito semplice: sedere e custodire.
Una stanza, una finestra piccola, e una fiasca di vetro sigillata da una testa d’uccello.
Col tempo arrivarono persone senza bussare. Portavano con loro delle soglie.
L’ultima sera in una casa, l’ultimo giorno di un’abitudine, l’ultimo momento prima che qualcosa diventasse ricordo.
Lui apriva la fiasca per pochi secondi. Poi la richiudeva.
Un giorno nessuno arrivò. La luce attraversò la stanza senza fermarsi.
Allora comprese che anche il suo compito aveva una fine.
Aprì la fiasca un’ultima volta, si alzò, e lasciò la porta socchiusa.
Video: https://youtu.be/ScfrjWIntk8